Scegliere la pittura murale giusta non significa soltanto decidere il colore delle pareti. Il tipo di prodotto, la finitura e le caratteristiche tecniche della pittura possono cambiare notevolmente il risultato finale, la facilità di pulizia e perfino la percezione degli spazi.Una parete ben tinteggiata può rendere una stanza più luminosa, valorizzare l’arredamento e modificare visivamente le proporzioni dell’ambiente. I colori chiari e poco saturi, per esempio, tendono a dare maggiore luminosità e una sensazione di spazio; tonalità più intense possono invece essere utilizzate per dare profondità o mettere in evidenza una determinata parete.

Ma prima ancora di scegliere il colore bisogna capire quale pittura utilizzare.

Tra le soluzioni più diffuse per le pareti interne troviamo soprattutto idropitture e smalti murali. Hanno caratteristiche differenti e, soprattutto, non sono necessariamente intercambiabili.

Che cos’è una pittura murale?

Con il termine pittura murale si indica un prodotto verniciante formulato per essere applicato su superfici come intonaco, rasatura, cartongesso o murature già tinteggiate.

Nel linguaggio comune vengono utilizzati indifferentemente termini come pittura, vernice e idropittura, ma tecnicamente non indicano sempre la stessa cosa.

Quando dobbiamo semplicemente imbiancare o cambiare colore alle pareti di casa, nella maggior parte dei casi utilizziamo un’idropittura.

Esistono poi prodotti specifici destinati ad ambienti o superfici particolari: pitture traspiranti, lavabili, superlavabili, smalti murali, pitture decorative e prodotti studiati per particolari problematiche del supporto.

La scelta dovrebbe quindi partire sempre da una domanda molto semplice:

che tipo di parete devo dipingere e in quale ambiente si trova?

Se invece preferisci affidare il lavoro a un professionista, puoi approfondire i nostri servizi di imbiancatura e verniciatura a Milano.

Idropittura: cos’è e quando si usa

L’idropittura è una pittura nella quale l’acqua viene utilizzata come mezzo di diluizione ed è oggi una delle soluzioni più utilizzate per tinteggiare pareti e soffitti interni.

Non tutte le idropitture, però, sono uguali.

La formulazione e la qualità delle materie prime influenzano caratteristiche importanti come:

  • copertura;
  • punto di bianco;
  • opacità;
  • lavabilità;
  • traspirabilità;
  • resistenza;
  • facilità di applicazione;
  • resa per metro quadrato;
  • aspetto finale della superficie.

Per questo motivo due pitture apparentemente simili possono comportarsi in maniera completamente diversa durante l’applicazione.

Una pittura con una buona copertura, ad esempio, permette di ottenere una superficie uniforme più facilmente, mentre una buona distensione aiuta a ridurre la visibilità dei segni lasciati dal rullo.

Anche la scelta di una buona pittura per interni può quindi incidere in maniera importante sul risultato finale, soprattutto quando si cerca un prodotto che unisca copertura, facilità di applicazione e una finitura uniforme.

Pittura lavabile o traspirante: quale scegliere?

È uno dei dubbi più comuni quando si deve imbiancare casa.

Pittura lavabile

Una pittura lavabile viene generalmente scelta per soggiorni, camere, corridoi e altri ambienti interni nei quali è importante avere una superficie resistente e più semplice da mantenere.

Non bisogna però interpretare la parola “lavabile” come se significasse che qualsiasi macchia possa essere eliminata senza lasciare traccia.

La resistenza alla pulizia dipende dalla qualità e dalla classe del prodotto, dal tipo di macchia e anche da quanto tempo è trascorso dall’applicazione.

Pittura traspirante

La pittura traspirante viene spesso utilizzata negli ambienti dove può esserci una maggiore presenza di vapore acqueo, come bagni e cucine, oppure sui soffitti.

La scelta deve comunque essere valutata in funzione del supporto e delle condizioni dell’ambiente.

Una pittura traspirante, infatti, non risolve da sola un problema di muffa, condensa o umidità. Prima di tinteggiare è sempre opportuno capire la causa del problema.

Quando utilizzare uno smalto murale

Lo smalto murale viene utilizzato quando abbiamo bisogno di una superficie particolarmente resistente e facilmente pulibile.

Può essere una soluzione interessante, ad esempio, in:

  • cucine;
  • bagni;
  • corridoi;
  • ingressi;
  • scuole;
  • studi professionali;
  • locali commerciali;
  • ambienti sottoposti a frequenti operazioni di pulizia.

Gli smalti possono avere differenti livelli di brillantezza: opaco, satinato o lucido.

La finitura non cambia soltanto l’aspetto estetico. Una superficie molto lucida, ad esempio, tende a mettere maggiormente in evidenza eventuali imperfezioni del muro. Su una parete non perfettamente rasata una finitura opaca può quindi risultare visivamente più uniforme.

Smalto all’acqua o a solvente?

Oggi, soprattutto negli ambienti interni, si utilizzano frequentemente smalti all’acqua.

Hanno il vantaggio di avere generalmente un odore più contenuto rispetto ai tradizionali prodotti a solvente e permettono di lavare gli attrezzi con acqua.

A seconda della formulazione possono essere utilizzati su pareti e, con prodotti specificamente indicati dal produttore, anche su legno, metallo, termosifoni e altri supporti.

Gli smalti a solvente mantengono invece caratteristiche interessanti per determinate lavorazioni dove viene richiesta particolare resistenza.

Non è però corretto stabilire in assoluto che uno sia migliore dell’altro: bisogna considerare supporto, ambiente, utilizzo e prestazioni richieste.

Idropittura o smalto: qual è la scelta migliore?

Dipende da ciò che dobbiamo ottenere.

Per la normale tinteggiatura delle pareti di soggiorni e camere, una buona idropittura murale opaca e lavabile rappresenta generalmente una delle soluzioni più equilibrate.

Se invece la parete è sottoposta a sporco frequente, sfregamenti o lavaggi ripetuti, può essere più indicato valutare uno smalto murale.

In sintesi:

Idropittura: indicata per la maggior parte delle pareti e dei soffitti interni.

Idropittura lavabile: particolarmente adatta a soggiorni, camere, corridoi e ambienti abitativi.

Pittura traspirante: da valutare soprattutto negli ambienti dove è importante favorire la permeabilità al vapore.

Smalto murale: utile quando si desiderano maggiore resistenza e facilità di pulizia.

La preparazione della parete conta quanto la pittura

Anche la migliore pittura non può compensare una parete preparata male.

Prima di iniziare bisogna controllare che il supporto sia pulito, asciutto, compatto e sufficientemente uniforme.

Vecchie pitture che si sfogliano, parti sfarinanti, crepe, stuccature non carteggiate o fondi con assorbimenti molto differenti possono compromettere il risultato finale.

In presenza di superfici molto assorbenti o sfarinanti può essere necessario applicare un fissativo o un preparatore prima della pittura.

È uno dei motivi per cui, quando si valuta il prezzo di un’imbiancatura, non bisognerebbe considerare solamente i metri quadrati: lo stato iniziale delle pareti e la preparazione necessaria incidono sia sul lavoro sia sul risultato finale.

Anche il colore cambia il risultato

Una volta individuato il prodotto corretto arriva la parte più piacevole, ma anche una delle più difficili: scegliere il colore delle pareti.

Un errore frequente consiste nel giudicare una tonalità solamente dallo schermo del telefono o da un’immagine vista online.

La luce naturale, l’esposizione della stanza, il pavimento, i mobili e la temperatura delle lampadine possono modificare sensibilmente la percezione di un colore.

Per questo è sempre meglio osservare un campione reale direttamente nell’ambiente che dovrà essere tinteggiato, possibilmente in diversi momenti della giornata.

Per approfondire questo aspetto puoi vedere anche i campioni di colore dipinti con vera pittura di Max Bassi, utili per valutare la tonalità direttamente sulla parete e nelle reali condizioni di luce prima di scegliere il colore definitivo.

Pitture decorative: quando la parete diventa protagonista

L’idropittura non è naturalmente l’unica possibilità.

Se l’obiettivo non è semplicemente cambiare colore ma trasformare la parete in un vero elemento dell’arredamento, si possono utilizzare finiture decorative come effetti materici, spatolati, velature, effetti cemento e altre lavorazioni.

In questo caso il risultato dipende non soltanto dal prodotto ma soprattutto dalla tecnica di applicazione e dalla preparazione del fondo.

Puoi vedere alcuni esempi nella nostra pagina dedicata alla decorazione delle pareti.

Come scegliere quindi la pittura giusta?

Prima di acquistare una pittura murale conviene valutare cinque aspetti:

  1. Il supporto: intonaco, cartongesso, vecchia pittura, legno o metallo.
  2. L’ambiente: soggiorno, camera, bagno, cucina o locale commerciale.
  3. La resistenza richiesta: normale utilizzo oppure pareti soggette a sporco e frequenti pulizie.
  4. La finitura: opaca, satinata o lucida.
  5. Il colore: da verificare possibilmente sulla parete e nelle reali condizioni di luce.

Non esiste quindi una pittura migliore per qualsiasi situazione.

Esiste piuttosto la pittura più adatta a quella parete, a quell’ambiente e al risultato che vogliamo ottenere.

Ed è proprio questa valutazione, ancora prima di prendere in mano il rullo, che spesso determina la differenza tra una semplice parete colorata e una tinteggiatura ben riuscita.

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